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la scheda completa - 30 ottobre 2006
 
  puntata 09 - giulio cesare
un ritratto controverso
 
     
 
 
     
 

Giulio Cesare«Cesare era considerato grande per i favori e per la generosità (...) ed era diventato famoso per la mitezza e per la pietà. Egli conseguì la gloria col dare, con l'aiutare, con il perdonare (...). In lui c’era rifugio per i miseri e ne veniva lodata l'indulgenza (...). Cesare era deciso a darsi da fare, a vegliare, interessato agli affari degli amici, a trascurare i propri, non negando niente che fosse degno di un dono. Desiderava per sé un grande potere, un esercito, una nuova guerra dove il valore potesse risplendere». Le parole del suo amico Sallustio, così come le pagine del De Bello Gallico e del De Bello Civili, hanno da sempre tramandato la figura di Giulio Cesare come quella di un grande conquistatore romano, un condottiero valoroso e una gloria tutta italiana, barbaramente tradita dal suo ingrato figlio Bruto durante le Idi di marzo del 44 a. C. Un uomo generoso, ambizioso, attento agli amici, ai familiari e soprattutto ai clientes. Ma le cose stanno veramente in questo modo? È corretto il ritratto che tutti noi conosciamo? Se si va a scavare - e si confrontano fonti non così smaccatamente di parte - si profila un ritratto ben diverso da quello ufficiale, dove luci e, soprattutto, ombre si alternano. Le guerre contro i Galli e altre tribù barbare, per esempio, sono spesso e volentieri costellate da uccisioni di popolazioni inermi, distruzioni di villaggi interi, tradimenti di trattati di pace e umiliazioni di capi nemici. «Una campagna», sostiene lo storico dell'antichità Luciano Canfora, «provocata a freddo, senza un vero pericolo; la distruzione della precedente civiltà lentamente soppiantata dalla romanizzazione; un genocidio di impressionanti proporzioni. Il tutto per una finalità che, nel principale protagonista e motore dell’impresa, è chiaramente la cinica utilizzazione di un siffatto genocidio per la lotta politica interna».

 
     
 
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storiusando
 
  # 02 - la francia e il genocidio degli armeni
ll'(ab)uso della storia in chiave politica
 
     
 
 
     
 

il complesso monastico di Haghbat in ArmeniaIn questi giorni abbiamo assistito a uno scontro diplomatico acceso tra Francia e Turchia, che possiamo definire storico non perché particolarmente rilevante ma proprio perché è incentrato sulla Storia. L'Assemblea francese ha infatti approvato in prima lettura una legge che punisce chi nega la strage del popolo armeno. Chiunque in Francia neghi l'esistenza dei massacri di armeni avvenuti nella fase del passaggio dall'Impero Ottomano al moderno stato laico turco sarà passibile di un anno di carcere e di 45.000 euro di multa. Il fatto è veramente un esempio molto interessante di uso della Storia. Dico subito, per evitare qualsiasi fraintendimento, che il Metz Yeghérn (letteralmente il Grande Male) è una realtà storica che non si può negare e che molto probabilmente occuperà una delle prossime puntate di Historycast. In estrema sintesi, nella Turchia del primissimo Novecento, l’ala più intransigente del Comitato Centrale del Partito dei Giovani Turchi pianifica l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C., e la realizza attraverso una struttura paramilitare e con l’appoggio del governo. Risultato: un milione e mezzo di morti, almeno. Tutti i governi turchi che si sono succeduti dal genocidio a ora hanno sempre negato l’accaduto. Il genocidio c'è stato e il problema armeno è effettivamente una ferita ancora sanguinante, che non può non riguardare l’Europa, nel momento stesso in cui la Turchia chiede insistentemente di farne parte. Assodato questo, che interpretazione dare alla legge francese? Il suo messaggio appare abbastanza chiaro e non è diretto né ai Francesi né ai Turchi, ma al parlamento europeo, dove la Francia (insieme a Germania, Austria, Paesi Bassi e Belgio) vede con forte scetticismo l’inserimento della Turchia in Europa. Alcuni pensano che questo sia dovuto all’esperienza che questi paesi fanno giornalmente con i loro numerosi immigrati turchi. Altri, più prosaicamente, notano che non vogliono semplicemente accettare gli oneri finanziari aggiuntivi che richiederebbe l’elevazione dell’economia turca agli standard europei. Quale che sia il motivo, la legge mira a impedire l’entrata della Turchia in Europa, entrata che si sta faticosamente realizzando sul piano diplomatico e che ha come condizione il difficile processo di riconciliazione tra turchi e armeni. A parte il paradosso che è maturato, ossia che nella patria dell’Illuminismo e della Rivoluzione sia stata varata una norma che vieta la libertà di espressione - del tutto analoga a quella vigente in Turchia dove si punisce chi, al contrario, parla del genocidio degli armeni - a parte questo, dicevo, la cosa interessante è che il parlamento di una nazione ha legiferato sulla Storia. Ha cioè scientemente e ufficialmente recuperato un fatto storico, stabilendone per legge la realtà, al solo fine di perseguire un risultato politico contingente. È chiaro che la Storia usata a questo fine potrebbe diventare un repertorio inesauribile, e anche irrazionale, di risorse,da tirar fuori, come i conigli bianchi dal cappello dei maghi, ogni qual volta serve.

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Giulio Cesare
 
     
 
Giulio Cesare - Opere
De Bello Civili
 
     
 
Giulio Cesare - Opere
De Bello Gallico
 
     
 
Autori Vari - Latine Studentville
Giulio Cesare: vita e opere
 
     
 
Comitato per la Foresta dei Giusti - Gariwo
Metz Yeghern: il genocidio degli Armeni
 
 
 
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
Giulio Cesare. Il dittatore democratico
di Lucio Canfora - Laterza, Bari 2005 - (scheda)
 
     
 
Jules César
di Robert Étienne - Fayard, Paris 1997 - (scheda)
 
     
 
Giulio Cesare
di Martin Jehne - Il Mulino, Bologna 1999 - (scheda)
 
     
 
Giulio Cesare
di Christian Meier - Garzanti , Milano 2004 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
Flow (Flute Version)
di Mario Hemsley - (scheda garageband)
 
     
 
Time for Change (Everlasting Love)
di Jennifer Athena Galatis - (scheda music.download)
 
     
 
Adrift
di Ian Rushton - (scheda garageband)
 
     
 
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di Mark Perreault - (scheda music.download)
 
     
 
A Tune for Taylor
di Ian Rushton - (scheda garageband)
 
     
 
Daughters of History
dei Morning Spy - (scheda podmusic)
 
     
 

 
 
dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 09-iulius.mp3
 
     
 
dimensioni 27,46 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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