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la scheda completa - 9 maggio 2007
 
  puntata 13 - la santa inquisizione
supplizi in nome di dio
 
     
 
 
     
 
pratiche da Santa InquisizioneLa sentenza che il 22 giugno 1633 fu pronunciata contro Galileo Galilei, reo di eresia agli occhi della Chiesa di Roma, è un’ottima base di partenza per ragionare sull’Inquisizione. Apparentemente, la sua lettura è semplice. Fin troppo lineare e coerente nel perseguire una logica che a noi oggi suona completamente assurda: impedire con la forza la diffusione di una teoria scientifica solo perché contraria a testi antichissimi ma ritenuti vergati da mano divina. Ne consegue, sempre sulla scorta di una deduzione elementare, che il tribunale che la emanò, la Congregazione della Sacra Romana e Universale Inquisizione o Sant'Uffizio, era un ente cieco, oscurantista, arbitrario e crudele. Non è un caso che la voce Inquisizione del dizionario Devoto – Oli reciti così: "Inchiesta speciale, svolta con una procedura arbitraria o ad ogni modo lesiva dei diritti, della libertà, della dignità dell'individuo [...] simbolo di zelo ipocrita e spietato". Detto questo non sembra necessario metterci altri carichi – per altro ben noti – sul fardello storico dell’Inquisizione: la tortura usata con sistematicità, la censura su gran parte delle pubblicazioni, il controllo capillare delle coscienze attuato con diversi mezzi, la crudezza delle condanne. Ma è davvero questa l’Inquisizione? O meglio, è soltanto questa l’Inquisizione? Se sospendiamo per un attimo il nostro giudizio sulla sentenza contro Galileo e la rileggiamo senza soffermarci sul valore della vittima, siamo in grado di notare tutta una serie di cose che forse prima – distratti da una pur comprensibile indignazione – ci erano sfuggite. Il compito dello storico non è tanto quello di sottolinearne la malvagità, né di dimenticare le cose disumane perpetrate da quei tribunali, è invece quello di studiare e comprendere un fenomeno passato che si è evoluto ed è cambiato nel tempo, e che ha lasciato un'eredità con cui dobbiamo fare i conti.
 
     
 
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storiusando
 
  # 06 - la storia immediata
è possibile studiare il momento in cui stiamo vivendo?
 
     
 
 
     
 

lo storico Jacques Le GoffTra le tante lettere che ci sono arrivate quella di Paolo Palmerini, un italiano che lavora in Marocco, conteneva una domanda che ci ha solleticato assai e a cui siamo felicissimi di rispondere. Paolo chiedeva cosa è storia immediata di cui ha sentito parlare. Per spiegarlo occorre dire che attualmente la ricerca storica tende a demolire o a rivisitare tutte le periodizzazioni classiche, cioè le cesure tra storia antica e medievale, tra Medioevo ed Età Moderna, tra quest’ultima e l’Età Contemporanea. Sull’onda di questa rivisitazione è andata anche cadendo l’idea che ci dovesse essere una certa distanza temporale tra lo storico e il periodo che studia. In sostanza, un tempo si sosteneva che per evitare di essere eccessivamente influenzati dalle ideologie, dalle proprie origini, dalla personale estrazione economica, sociale o culturale era meglio evitare di studiare eventi troppo recenti nel tempo, perché il rischio della perdita di obiettività sarebbe stato altissimo. Adesso sono numerosi gli storici che la pensano diversamente e ritengono che si possa studiare, con i metodi della storia, anche il presente, il momento in cui stiamo vivendo, cioè la storia immediata. Sostengono che sempre e comunque l’oggettività della scienza storica è inseparabile dalla soggettività dello storico, ossia che la storia è sempre un’interpretazione soggettiva di tracce lasciate dal percorso dell’uomo sulla terra. Di conseguenza non ci sono grandi differenze qualitative tra una storia più contemporanea e una storia più antica. Tutto è storia. Al di là delle dichiarazioni condivisibili, qualche problema tuttavia c’è. Da un lato se io faccio la storia di un periodo lontano, il Medioevo ad esempio, sono – forse – più libera dal peso delle ideologie, ma non posso fare a meno di leggere (e quindi di esserne influenzata) tutti quelli che hanno studiato quel periodo prima di me. E il peso di questa tradizione può a volte essere schiacciante. Dall’altro, se cerco di scrivere la storia degli ultimi due governi della Repubblica Italiana, non ho molti storici che mi influenzano, ma sento indubbiamente il peso delle mie scelte politiche, che riflettono la visione che ho del presente. Ci sono poi enormi problemi di ordine tecnico: raccolta delle fonti, spesso orali, numerosissime, difficili da schedare, disorganizzate, tutte da meditare. E da porre al vaglio critico... basta pensare a quanta attendibilità possiamo dare al proclama di un capo talebano, o parimenti alla dichiarazione di un generale americano a Bagdad. La sfida è indubbiamente appetibile: riuscire a spiegare che cosa sta succedendo intorno a noi da un punto di vista storico. Farlo bene, però, questo sì che è difficile.

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Inquisizione
 
     
 
Autori Vari - Free Souls
Indice Inquisizione
 
     
 
Luigi Vascioli - Filiarmonici
La Santa Inquisizione
 
     
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
L’Inquisizione romana. Letture e ricerche
di Adriano Prosperi - Edizioni di storia e di letteratura , Roma 2003 - (scheda)
 
     
 
Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1782)
di Maria Sofia Messana - Sellerio, Palermo 2007 - (scheda)
 
     
 
L’Inquisizione in Italia dal XII al XXI secolo
di Andrea Del Col - Mondadori , Milano 2006 - (scheda)
 
     
 
Il libro nero dell'inquisizione. La ricostruzione dei grandi processi
di Natale Benazzi e Matteo D'Amico - Piemme, Casale Monferrato 2006 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
Cello Journey Elegy
di Gabriel Faure - (scheda podmusic)
 
     
 
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dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 13-inquis.mp3
 
     
 
dimensioni 27,47 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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