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la scheda completa - 25 giugno 2008
 
  puntata 18 - pericle
fu vera democrazia?
 
     
 
 
     
 
PericleNoi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia quelle dei vicini, e non solo non imitiamo gli altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno. La parola che adoperiamo per definire il nostro sistema politico è democrazia, perché nell'amministrazione si qualifica non rispetto ai pochi, ma rispetto alla maggioranza: vige però per tutti di fronte alle leggi, l'assoluta equità di diritti nelle vicende dell'esistenza privata; e dall'altra si costituisce una scala di valori fondata sulla stima che ciascuno sa suscitarsi intorno, per cui, eccellendo in un determinato campo, può conseguire un incarico pubblico, in virtù delle sue capacità reali, più che nell'appartenenza a una fazione politica. Di contro, se si considera il caso di un cittadino povero, ma capace di operare un ufficio utile allo Stato, non gli sarà d'impedimento la modestia della sua condizione. Questo brano, assai famoso per chi ama la storia antica, è una piccola parte del monologo che il grande statista ateniese Pericle avrebbe pronunciato nel 430 a. C. per ricordare i caduti della città dopo un anno di guerra con Sparta. Un monologo, tra l'altro, recuperato e messo in scena nel 2002 anche dal noto comico italiano Paolo Rossi in una sua fortunata (e molto chiacchierata, a causa di una censura subita ad opera di una trasmissione della RAI) tournée. Risale proprio a quel periodo – devo confessarlo – una mia personale curiosità su Pericle e sulla nascita della democrazia, che oggi ho l'occasione di approfondire anche per gli ascoltatori di Historycast. In sostanza le domande che mi affascinano sono le seguenti: quanto era democratico Pericle? In che misura possiamo ritenere fondatrici le norme di governo varate nell'Atene del V secolo, rispetto alla nostra attuale visione democratica?
 
     
 
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storiusando
 
  # 11 - gli europei di calcio
quando la storia entra nello sport
 
     
 
 
     
 

Matthias SindelarGli Europei di calcio del 2008 si sono colorati di toni storici accesi, con grande dispiacere di molti commentatori sportivi che vorrebbero il mondo del calcio e dello sport chiuso entro confini propri e, possibilmente, impermeabili alle influenze della politica e, quindi, della storia. Invece la storia è entrata ovviamente in campo, storia più o meno recente, ma sempre storia. La partita Italia-Romania, ad esempio, ha assunto – in Romania – un valore di possibile riscatto nazionale. Ha scritto, infatti, il Journal Nacional «È arrivata l’ora di prendersi la rivincita per vendicare il nostro onore ferito dagli xenofobi italiani». La storia presente e le azioni del nostro governo hanno quindi avuto un effetto diretto su un evento che sarà anche sportivo ma che viene giocato sotto i colori di due bandiere, quindi all’ombra di due storie. È vecchia di 70 anni, invece, eppure sprizza – ahimé – giovinezza da tutti i pori, la tensione che si è innescata tra Austria e Germania prima della partita che le ha viste in campo proprio per l’anniversario dell’Anschluss, l’unificazione forzata, effettuata da Adolf Hitler, con la Germania. A Vienna la polizia è riuscita a bloccare lo scontro tra i tifosi austriaci e i tedeschi, ma a Klagenfurt ci sono stati 157 arresti dei tifosi tedeschi, polacchi, austriaci e sloveni. A originare gli scontri i cori a carattere nazista intonati dagli ultras tedeschi nei confronti di quelli polacchi. Simboli e cori che evidentemente in Austria fanno più male che altrove. Caso vuole che proprio 70 anni prima, a Vienna, si fosse giocata un’altra partita Austria-Germania che solo l’ipocrisia del potere ebbe il coraggio di chiamare amichevole. A volerla fu lo stesso Führer che pensava così di sancire, amichevolmente, lo scioglimento della Nazionale austriaca, allora fortissima. Peccato che il campione del Wunderteam – la Nazionale austriaca, appunto – fosse Matthias Sindelar, un vero asso, ma di origini ebraiche, soprannominato Mozart del pallone, per le eccezionali doti tecniche. La sua bravura lo aveva – fino ad allora – relativamente tenuto al riparo dall’antisemitismo nazista, ma era un uomo con occhi ben aperti su quanto stava succedendo. Nella partita amichevole l’Austria vinse e, ovviamente, la vittoria assunse immediatamente un elevatissimo valore simbolico, non solo per l’Austria come Nazione, ma anche per la questione ebraica, perché fu Sindelar a segnare il gol decisivo. Alla fine della partita, assieme a un compagno di squadra, Matthias rifiutò il saluto nazista in tribuna a Hitler e ai gerarchi nazisti presenti. Non vi racconterò come finì il Mozart del football, lo farà il sito www.storiedisport.it a cui simpaticamente passo la palla. Vi chiedo però in che modo questa storia lontana ci riguarda. Io credo molto, perché non è una storia chiusa. Gli europei si chiamano in questo modo perché l’Europa ha avuto una storia in cui la nazione, l’etnia nazionale, lo stato nazionale, ha avuto per centinaia d’anni una rilevanza incredibilmente elevata, con un picco di tragico parossismo nel secolo appena trascorso. I fuochi dell’ultimo conflitto non sono ancora del tutto spenti. I rigurgiti di nazionalismo non possono non farsi sentire in un momento in cui gli stati-nazione vedono progressivamente disfarsi i propri confini sotto la pressione da un lato dell’immigrazione e dall’altro dell’Unione Europea. In fondo, dietro le gare sportive che si stanno giocando non scendono in campo due marchi di telefonini, o i mori contro i biondi, o i mediterranei contro gli atlantici, o europei contro americani o africani, ma nazioni, bandiere, bandiere che grondano sangue anche se ora sembra sangue un po’ secco. I cori filonazisti che il CT della Nazionale croata, Slaven Bilic, ha fatto cantare ai suoi giocatori per motivarli in campo non sono sangue secco. È quello fresco, versato dagli ustascia croati nella recentissima guerra dei Balcani.

 
     
 
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link di approfondimento
 
 
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Pericle
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Democrazia ateniese
 
     
 
Paolo Rossi - Qui ad Atene noi facciamo così
video di Paolo Rossi
 
     
 
Marco Della Croce - Storie di Sport
Matthias Sindelar
 
     
 
Autori Vari - Wikipedia
Matthias Sindelar
 
     
 

 
 
bibliografia consigliata
 
 
 
     
 
Pericle. L'inventore della democrazia
di Claude Mossé - Laterza , Bari 2006 - (scheda)
 
     
 
La democrazia. Storia di un'ideologia
di Luciano Canfora - Laterza, Bari 2004 - (scheda)
 
     
 

 
 
link musicali (licenza creative commons)
 
 
 
     
 
Greek Dreams
di J. Rodney King - (scheda garageband)
 
     
 
Jupiter XIII (part 2)
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Greek Waltz
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dati tecnici
 
 
 
     
 
file originale 18-pericle.mp3
 
     
 
dimensioni 27,50 Mb
 
     
 
durata 30'00"
 
     
 
 
 
     
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