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02 - il conte ugolino: fu vera gloria? |
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 Chi non conosce le terzine dell'Inferno in cui Dante ritrae la figura del conte Ugolino, bloccato per l'eternità nell'atto di rosicchiare il teschio del suo peggior nemico? Ugolino e l'arcivescovo di Pisa Ruggeri, roditore e rosicchiato, sono condannati alla compagnia eterna nella buca ghiacciata dell'Antènora, perché entrambi - almeno secondo il poeta fiorentino - si macchiarono del reato di tradimento politico. La seconda puntata di Historycast va alla ricerca delle effettive responsabilità del nobile pisano, analizzando nello stesso tempo un'epoca di grandi tensioni e di cruciali trasformazioni sociali, quale quella della seconda metà del Duecento. |
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«La bocca sollevò dal fiero pasto/quel peccator, forbendola a' capelli/
del capo ch'elli avea di retro guasto/Poi cominciò: tu vuoi ch'io rinnovelli/
disperato dolor che'l cor mi preme/già pur pensando, pria ch'io ne favelli/
Ma se le mie parole esser dien seme/che frutti infamia al traditor ch'i'rodo/
parlare e lacrimar vedrai insieme».
Chi non conosce le famose terzine dell'Inferno in cui Dante ritrae la figura del conte Ugolino Della Gherardesca, bloccato per l'eternità nell'atto di rosicchiare il teschio del suo peggior nemico?
Ugolino e l'arcivescovo di Pisa Ruggeri, roditore e rosicchiato, sono condannati alla compagnia eterna nella buca ghiacciata dell'Antènora, perché entrambi - almeno secondo Dante - si macchiarono del reato di tradimento politico.
La storia, in breve, è questa. Nell'inverno 1289 Ruggeri fa arrestare Ugolino per poi rinchiuderlo nella Torre della Muda - oggi Torre della Fame - al centro di Pisa, dove il conte muore, appunto, di fame, insieme ai figli Gaddo e Uguccione e ai nipoti Nino, detto il Brigata, e Anselmuccio.
Perché ci occupiamo di questa faccenda? In primo luogo perché Ugolino è un personaggio intrigante, attorno al quale si sono addensati sempre molti interrogativi. Tradì per davvero? O fu condannato ingiustamente? Cedette o no alla fame, divorando i resti dei suoi congiunti, come Dante sembra volerci dire in altre terzine?
«Poscia che fummo al quarto di' venuti/Gaddo mi si gettò disteso a' piedi/
dicendo: Padre mio, ché non m'aiuti?/Quivi morì; e come tu mi vedi/
vid'io cascar li tre ad uno ad uno/tra 'l quinto dì e ‘l sesto; ond'io mi diedi/
già cieco, a brancolar sovra ciascuno/e due dì li chiamai, poi che fur morti/
poscia, più che 'l dolor poté ‘l digiuno».
Un piccolo mistero possiamo subito risolverlo. Ugolino non si cibò delle carni dei figli. Questa leggenda nasce per un'interpretazione tarda e immotivata di questo passo della Commedia. Nulla, infatti, ci autorizza a pensare che il conte sia arrivato a quel gesto estremo e terribile. L'atto insultante e macabro del cannibalismo Ugolino lo infligge invece a Ruggeri, come contrappasso aggiuntivo a quello già comminato da Dio - stare nella buca ghiacciata - per averlo fatto morire di fame. Non avrebbe alcun senso pensarlo accanirsi in quel modo sulla amata prole. Molto più semplicemente «il digiuno poté più del dolore», in quanto la morte vinse sull'attaccamento alla vita, come il digiuno aveva già potuto sui figli e i nipoti di Ugolino, uccidendoli.
Ma se questo piccolo enigma appare sostanzialmente risolto dalla critica dantesca, perché il personaggio del conte Ugolino continua a incuriosirci? Innanzitutto perché la Storia è piena di personaggi intriganti. Individui che, o per le loro imprese, o perché la loro memoria ci è stata trasmessa in maniera efficace da scrittori e poeti, stuzzicano continuamente la nostra curiosità. Sono esistiti veramente? Cosa hanno fatto davvero? Furono proprio così come la letteratura ce li racconta?
Dato che la curiosità è l'anima della ricerca – e soddisfarla è un piacere – Historycast si dedicherà di tanto in tanto a questi personaggi. In questa seconda puntata parliamo appunto del conte Ugolino, ma in seguito ci occuperemo anche di Re Artù, di Zorro, di Robin Hood, di Giovanna d'Arco e di molti altri protagonisti, tra il leggendario e il controverso, del nostro passato.
Vi accorgerete così che la vita reale di un personaggio storico, quando studiata con gli strumenti propri della materia, ha il brutto vizio – oppure il bello, fate voi – di suscitare molte più domande di quante ne soddisfi. Dante ci ha trasmesso di Ugolino un quadro fisso, incisivo e terribile. La Storia ci racconta [...]
[continua in audio]
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| file audio |
| 02-ugolino.mp3 |
| dimensioni |
| 23,08 MB |
| durata |
| 28' 00'' |
| data di pubblicazione |
| giovedì 23 marzo 2006 |
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| musiche impiegate (licenza cc) |
2 RD
Axis Mundi |
Canopy
Eclipse |
Nyghtshade
Heavens Coming Down |
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| sigla (licenza cc) |
Morning Spy
Daughters of History |
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| bibliografia e fonti |
Francesco Mallegni e Maria Luisa Ceccarelli Lemut
Il conte Ugolino della Gherardesca tra antropologia e storia
Edizioni Plus, 2003 |
Comune di Pisa (a cura)
Il processo a Ugolino
Pacini, 1994
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Dante Alighieri
La Divina Commedia
Liber Liber (link) |
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| licenza creative commons |
Attribuzione
Non
commerciale
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