13/12/2009
Nobel per la pace 2010
Come tutti gli anni, anche nel corso del 2009 si sono creati nel mondo diversi gruppi di persone che candidano questo o quell'individuo a Nobel per la pace per il 2010. In Italia si registrano almeno tre iniziative autonome, ciascuna portatrice di una chiara visione della storia; nel senso che i proponenti hanno individuato nel nostro passato prossimo, quasi presente, personalità o fenomeni che avrebbero - nella loro opinione - accelerato il cammino dell'umanità verso la pace. Hanno quindi dato un preciso giudizio su cosa sia la pace e quali meccanismi sono tesi a realizzarla. Inoltre hanno dato anche una loro idea di come si crea un dossier di documenti fatalmente "storici" per sostenere una candidatura.
Vediamole da vicino.
La prima iniziativa - ad opera di semplici cittadini sostenuti da un nutrito gruppo di parlamentari del PDL - individua nell'attuale presidente del consiglio Silvio Berlusconi il candidato ideale per il nobel del 2010. Tra le motivazioni leggibili sul sito emerge potente il desiderio di rivalsa nazionale dell'Italia, che da 103 anni non vede un suo figlio ricevere il premio prestigioso. Secondo i promotori esisterebbe una sorta di tabù nei confronti dell'Italia, nazione che invece sarebbe perfettamente meritevole di ricevere un tale riconoscimento. La persona più adatta per rompere il tabù è individuata appunto in Berlusconi. Nel dossier a supporto della candidatura troviamo un elenco di tutte le imprese del leader che - a detta dei proponenti - avrebbero portato alla risoluzione pacifica di crisi internazionali e quindi al mantenimento della pace. Al di là dell'individuazione del candidato - su cui non ci esprimiamo - è interessante notare in che modo il dossier pro Berlusconi è stato costruito. A parte pochi casi - come per la crisi tra Russia-Georgia dell'agosto 2008 - in cui sono riportate frasi di Nicholas Sarkozy e di Mikhail Saakashvili (estremamente concise e del tutto prive di note che consentano la verifica delle affermazioni), gli episodi portati a sostegno della candidatura sono tutti sorretti da estratti video di conferenze dello stesso Berlusconi: dall'accordo sulla riduzione delle testate nucleari all'intervento risolutore in Abruzzo. E' il caso di far notare ai proponenti che questo dossier è fortemente scorretto e assolutamente non accettabile: la documentazione a sostegno delle avvenute imprese del candidato non deve provenire dalla medesima fonte di chi sostiene di averle fatte!! Non basta dichiarare a un comizio "io ho fatto questo" per rendere il fatto vero. E' l'ABC del buon senso oltre che del senso critico verso la documentazione storica. Un dossier di documenti deve infatti contenere innanzitutto fonti primarie (ad esempio l'accordo con la Libia con firma di Berlusconi) e analisi storico-economico-sociali sulla presunta bontà delle imprese fatte da studiosi dalle solide basi scientifiche, il più possibile esterni agli interessi di partito, meglio se confrontabili tra loro. Ogni fonte dovrebbe inoltre essere facilmente verificabile: il lettore dovrebbe poter agevolmente controllare che quanto presentato corrisponda al vero. Non è questo il caso.
Onestamente dobbiamo dire che anche la seconda iniziativa - partita da un singolo cittadino Ettore Lomaglio Silvestri e finalizzata a candidare Gino Strada fondatore della celebre associazione Emergency - in buona parte presenta i medesimi difetti. Il proponente conta su quello che tutti sanno o pensano di sapere sulla ONLUS, al punto che il gruppo FB che promuove l'iniziativa presenta ben pochi dati, motivazioni impressionistiche e non ben scritte: vi si trova infatti una sola pagina in cui è stata copiata e incollata la lista dei progetti eseguiti dall'associazione, tratta dal sito stesso di Emergency. Per fortuna, andando direttamente sul sito, si riescono ad ottenere informazioni un po' più dettagliate e puntuali, oltre che fonti primarie - lo statuto, le fotografie degli ospedali e degli interventi sui pazienti - anche se non facilmente verificabili. Dato che la deadline per la presentazione delle candidature è prossima sarebbe il caso che una maggiore e più seria documentazione fosse presente, sia a beneficio dei sostenitori che della la giuria di Stoccolma.
A prescindere dalla scientificità dei dossier - in entrambi i casi quasi inesistente - dobbiamo comunque notare che le due "candidature" italiane sorgono da una concezione estremamente diversa di cosa sia un percorso di pace. Nel primo caso la pace è una questione prettamente istituzionale: la pace c'è stata nel passato e la si può ottenere ora solo quando i potenti decidono che ci sia, quando si fanno gli accordi, si siglano patti e si agisce diplomaticamente nelle stanze dei bottoni. La pace è quindi qualcosa di concesso che la gente riceve.
Nel secondo caso, invece, la pace è stata ed è una faccenda quotidiana: riguarda la sicurezza della singola persona, la salute, la garanzia della tutela, a prescindere da quello che i potenti decidono. E' ovvio che per i fondatori e responsabili di Emergency la strada degli accordi diplomatici è preferibile a qualsiasi guerra, ma per loro la maniera più efficace per smontare un conflitto è agire dal basso, creare le condizioni perché la gente in primo luogo desideri fortemente quello che è il contorno inevitabile della pace: prosperità diffusa, sicurezza, normalità. La pace si condivide e si costruisce nel quotidiano.
L'ultima iniziativa che merita menzione proviene dalla versione italiana del mensile Wired che ha lanciato l'idea di proporre non una persona ma un fenomeno condiviso per il Nobel per la pace, Internet. Certamente rivoluzionaria, tale candidatura mostra una peculiare e innovativa visione della storia recente. Innanzitutto per l'oggetto dell'iniziativa: i proponenti non hanno indicato come candidati gli inventori di Internet (come ad esempio gli autori di ARPANET oppure Tim Berners-Lee che elaborò il protocollo HTTP) ma i mantenitori-utilizzatori-creatori attuali della rete ossia noi stessi, la rete stessa. Al di là della criticabilità della scelta - facile l'obiezione che la rete può essere usata per agevolare la pace come per distruggerla - il messaggio sul fattore che ha cambiato in profondità la storia presente è chiarissimo. Per i proponenti Internet è il fenomeno che ha veramente cambiato e sta cambiando i rapporti tra il popolo e le istituzioni e di conseguenza la storia.







Commento di
jellybirds
del 17-06-2010 alle 19:12:
6SBaBl wtvagzccevfy, [url=http://ezxpvhgpxvgd.com/]ezxpvhgpxvgd[/url], [link=http://dzmelncppifx.com/]dzmelncppifx[/link], http://omghrvmpvmaw.com/